About

Eva Montalbano
Eva inizia il suo percorso nella ceramica presso l’Istituto d’Arte di Sciacca (Agrigento), dove apprende le tecniche decorative tradizionali della Sicilia meridionale.
Nel secondo ciclo di studi frequenta l’Istituto d’Arte Ballardini di Faenza, dove si specializza nel restauro e comincia la sua ricerca artistica.

Sandro Monteforte
Nato e cresciuto a Grottaglie (Puglia), inizia da bambino a imparare all’interno della bottega del padre l’arte della modellazione e della lavorazione al tornio.
Dopo gli studi presso l’Istituto Statale d’Arte di Grottaglie, si trasferisce a Faenza per proseguire la formazione all’ISIA, specializzandosi in tecnologia e design della ceramica.


La completezza dei nostri progetti nasce dall’incontro di due percorsi e competenze diverse nel mondo della ceramica. Sandro è specializzato nel tornio, nella modellazione e nel design, mentre Eva Montalbano eccelle nella decorazione e nella modellazione, arricchendo il suo approccio con tecniche come il Tiffany e il mosaico. Questa complementarità ci consente di realizzare opere che combinano tradizione e innovazione.
Padroneggiamo una vasta gamma di tecniche ceramiche, tra cui il tornio, la modellazione a mano, la maiolica e la tecnica Raku, con cui diamo vita a creazioni uniche. Le nostre competenze si estendono dall’arredo architettonico all’oggettistica ornamentale, e ogni progetto porta con sé il calore delle nostre radici culturali e i colori vivaci delle terre di origine. Il tutto avviene in un contesto unico come Faenza, storica capitale della ceramica e nostra fonte continua di ispirazione.
Faenza è il luogo dove i nostri sogni
e le nostre visioni si sono intrecciati
Le collaborazioni possono nascere in molti modi.
La nostra prende vita dall’unione di due realtà apparentemente distinte, che trovano il loro punto di incontro a Faenza, la città della ceramica.
Faenza e la ceramica sono stati l’alchimia che ci ha fatti incontrare e innamorare.
Uniti dalla stessa passione, dopo anni trascorsi a svolgere altri lavori, abbiamo finalmente dato voce a quel fuoco che ardeva sotto la cenere: la creatività.
